Prostatite batterica: sintomi, diagnosi e terapia

prostatite batterica

La prostatite batterica è una forma di infiammazione della prostata causata da un’infezione batterica. Rappresenta circa il 10% di tutti i casi di prostatite e si distingue dalle forme non batteriche per la possibilità di identificare il microrganismo responsabile tramite esami colturali.

Esistono due forme principali: la prostatite batterica acuta, caratterizzata da un esordio improvviso e sintomi sistemici intensi, e la prostatite batterica cronica, una condizione più subdola e persistente che rappresenta la causa più frequente di infezione urinaria ricorrente nell’uomo.

Prostatite batterica acuta

La prostatite batterica acuta è un’emergenza urologica che richiede diagnosi e trattamento rapidi. Si manifesta tipicamente con:

  • Febbre alta (spesso superiore a 38,5°C) con brividi e sudorazione
  • Dolore intenso al perineo, alla zona pelvica e alla schiena
  • Sintomi urinari gravi: urgenza, frequenza, disuria o addirittura ritenzione urinaria
  • Malessere generale, nausea e astenia marcata

All’esplorazione rettale, la prostata risulta ingrandita, calda, tesa e molto dolente al tatto. In casi gravi può formarsi un ascesso prostatico, complicanza che richiede drenaggio chirurgico.

Prostatite batterica cronica

La prostatite batterica cronica è caratterizzata da infezioni urinarie ricorrenti causate dallo stesso batterio che persiste nella prostata. I sintomi sono meno acuti ma cronicizzano nel tempo:

  • Dolore pelvico, perineale o genitale di intensità variabile
  • Sintomi urinari irritativi o ostruttivi moderati
  • Disfunzione sessuale e dolore all’eiaculazione
  • Episodi ricorrenti di cistite o uretriti

Tra un episodio e l’altro, il paziente può essere asintomatico o presentare solo un lieve fastidio. Questa caratteristica rende difficile la diagnosi e porta spesso a ritardi terapeutici.

Batteri responsabili

I microrganismi più frequentemente implicati nella prostatite batterica sono:

  • Escherichia coli (responsabile del 70% dei casi)
  • Klebsiella pneumoniae
  • Pseudomonas aeruginosa
  • Enterococcus faecalis
  • Proteus mirabilis

Possono essere coinvolti anche microrganismi come Chlamydia trachomatis, Mycoplasma genitalium o Ureaplasma urealyticum, soprattutto in uomini giovani sessualmente attivi.

Come si diagnostica la prostatite batterica?

La diagnosi si basa sulla combinazione di sintomi clinici, esplorazione rettale e indagini di laboratorio. I principali esami diagnostici includono:

Test dei quattro bicchieri (Meares-Stamey): consiste nel confronto di colture batteriche e leucociti in campioni di prima minzione, mitto intermedio, secreto prostatico dopo massaggio e prima urina post-massaggio.

Urinocoltura e antibiogramma: fondamentali per identificare il batterio e scegliere l’antibiotico più efficace.

PSA (antigene prostatico specifico): può risultare notevolmente elevato durante la fase acuta, normalizzandosi con la guarigione.

Ecografia prostatica transrettale: utile per escludere ascessi e valutare le dimensioni della ghiandola.

Trattamento della prostatite batterica

Il trattamento della prostatite batterica prevede:

  • terapia antibiotica, con la scelta del farmaco guidata dall’antibiogramma e con una durata del trattamento di almeno 3-6 settimane
  • antinfiammatori
  • Fitoterapia a base di polline di segale

Prognosi e rischio di recidiva

La prostatite batterica acuta, se trattata prontamente, ha generalmente una buona prognosi. La forma cronica tende invece a recidivare: studi clinici riportano tassi di recidiva del 20-40% anche dopo terapia adeguata.

Per ridurre il rischio di recidive è importante completare sempre il ciclo antibiotico prescritto, non interrompere la terapia ai primi miglioramenti e sottoporsi ai controlli urologici programmati.