Biofilm ed enzimi proteolitici: un approccio mirato alle infezioni persistenti

Nelle infezioni persistenti o recidivanti, il problema non è solo la presenza del microrganismo, ma anche il modo in cui questo riesce a sopravvivere all’interno dell’organismo.

Il biofilm rappresenta una strategia di protezione fondamentale per molti batteri e lieviti. Finché questa struttura rimane intatta, anche terapie corrette possono risultare solo parzialmente efficaci.

Per questo motivo, negli ultimi anni l’attenzione della ricerca si è spostata verso approcci in grado di agire non solo sul microrganismo, ma anche sulla struttura che lo protegge.

Il biofilm è una struttura protettiva prodotta dai batteri e rilasciata all’esterno, si presenta quindi come una matrice extracellulare che li ingloba e li protegge.

Questa matrice è composta principalmente da:

  • polisaccaridi
  • proteine
  • DNA extracellulare

La presenza di componenti proteiche rende il biofilm particolarmente stabile e resistente all’azione degli agenti esterni.

Agire sulla componente proteica del biofilm rappresenta quindi una delle strategie per intaccarne la struttura complessiva.

Cosa sono gli enzimi proteolitici

Gli enzimi proteolitici sono molecole in grado di degradare le proteine, frammentandole in componenti più semplici.

In ambito biologico, questo tipo di enzimi è coinvolto in numerosi processi fisiologici. In relazione al biofilm, il loro interesse risiede nella possibilità di intervenire sulle componenti proteiche della matrice extracellulare.

Ridurre l’integrità della matrice può rendere il biofilm meno compatto e più vulnerabile.

Enzimi proteolitici e biofilm: il razionale scientifico

Dal punto di vista scientifico, l’impiego di enzimi proteolitici si basa su un principio chiave: indebolire la struttura del biofilm per ridurre la protezione dei microrganismi.

Quando la matrice extracellulare viene parzialmente disgregata:

  • i batteri risultano meno protetti
  • la permeabilità del biofilm aumenta
  • il rischio di persistenza dell’infezione può ridursi

Questo approccio non sostituisce le terapie tradizionali, ma si inserisce come strategia complementare nei contesti in cui il biofilm gioca un ruolo centrale.

enflog: miscela enzimatica brevettata

enflog è una miscela di enzimi proteolitici sviluppata per agire sulla struttura del biofilm.

La formulazione è stata oggetto di brevetto ed è stata valutata attraverso uno studio in vitro che ne ha analizzato l’attività sul biofilm di Escherichia coli.

I risultati hanno mostrato la capacità della miscela enzimatica di limitare la formazione del biofilm e di disgregarne la matrice, confermando il razionale dell’approccio enzimatico.

Quando considerare un approccio mirato al biofilm

Un intervento che tenga conto del biofilm può essere particolarmente rilevante in presenza di:

  • cistiti ricorrenti
  • prostatiti batteriche
  • infezioni urinarie persistenti
  • disturbi che migliorano solo temporaneamente dopo la terapia

In questi contesti, il biofilm può rappresentare uno dei fattori che contribuiscono alla cronicizzazione del problema.

Un cambio di prospettiva nella gestione delle infezioni persistenti

Affrontare il biofilm significa andare oltre la gestione del singolo episodio infettivo e considerare i meccanismi che permettono ai microrganismi di sopravvivere nel tempo.

L’approccio enzimatico rappresenta una delle strategie più studiate per intervenire sulla struttura protettiva del biofilm, aprendo nuove possibilità nella gestione delle infezioni recidivanti.