Sindrome dell’intestino irritabile (IBS)

ragazzo con Sindrome intestino irritabile

La Sindrome dell’Intestino Irritabile o IBS (Irritable Bowel Syndrome) è una condizione cronica intestinale spesso fortemente debilitante, di cui non sono ancora chiare le cause, non associata ad alterazioni organiche o di tipo infiammatorio.

L’IBS è considerata una delle patologie a carico dell’intestino tra le più diffuse in quanto ha un’incidenza a livello mondiale compresa fra il 10 e il 20% della popolazione. In particolare, la malattia sembra colpire maggiormente le donne, la fascia d’età interessata è quella tra i 20 e i 50 anni, con un picco nei soggetti tra i 20 e i 30 anni.

Spesso la diagnosi di Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) giunge in ritardo rispetto all’insorgere della malattia, principalmente a causa della sovrapposizione clinica dei sintomi con altre patologie e della mancanza di una causa definita.

Per diagnosticare l’IBS, il processo inizia con una visita medica e un’approfondita anamnesi per valutare lo stato del paziente e i sintomi da lui riportati. Successivamente, si procede con una serie di test di laboratorio ed esami strumentali. Nella fase diagnostica, è di fondamentale importanza escludere altre patologie intestinali, come quelle infiammatorie, infettive, metaboliche o tumorali, attraverso una procedura nota come diagnosi differenziale o di esclusione.

Il medico gastroenterologo si avvale del sistema di classificazione noto come “Criteri di Roma IV” per valutare e classificare i sintomi dell’IBS e giungere a una diagnosi precisa. Questo processo diagnostico è essenziale per garantire un trattamento appropriato e differenziare l’IBS da altre condizioni con sintomi simili.

I sintomi della Sindrome dell’Intestino Irritabile

I sintomi associati alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS) spesso mostrano una notevole sovrapposizione con quelli delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI). Tuttavia, è importante notare che, a livello della mucosa intestinale, mancano le ulcerazioni e altre lesioni di natura infiammatoria tipiche del Morbo di Crohn o della Colite Ulcerosa.

I pazienti affetti da IBS generalmente riportano i seguenti sintomi:

  • Dolore e Gonfiore Addominale: Questi sintomi sono comuni e spesso si verificano contemporaneamente. Il dolore può variare da lieve a grave e spesso è associato a una sensazione di gonfiore nell’addome.
  • Diarrea Frequente o Stitichezza Prolungata: I pazienti con IBS possono sperimentare episodi ricorrenti di diarrea o periodi di stitichezza prolungata. In alcuni casi, questi sintomi possono alternarsi, causando notevole disagio.
  • Sollievo Dopo la Defecazione: Un tratto distintivo dell’IBS è il sollievo dei sintomi dopo la defecazione. Questo può portare a una sensazione temporanea di comfort dopo aver evacuato.
  • Modificazione della Frequenza delle Evacuazioni e/o della Consistenza delle Feci: I pazienti con IBS possono notare variazioni nella frequenza delle evacuazioni e nella consistenza delle feci. Ciò può comportare feci di diversa forma, dalla liquida alla dura, e una variazione nella frequenza delle visite al bagno.

Le cause

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) è una condizione complessa e multifattoriale, il cui quadro causale coinvolge una varietà di elementi. Storicamente, si è notato che la componente psicosomatica gioca un ruolo significativo nella sua manifestazione.

Sebbene non esista una causa univoca e ben definita per l’IBS, si riconosce che questa condizione è il risultato di una complessa interazione tra diversi fattori fisiopatologici, emotivi, sociali e alimentari. Ecco alcune delle componenti coinvolte:

  • Fattori Psicosociali ed Emotivi: Lo stress, l’ansia e la depressione possono influenzare l’insorgenza e la gravità dei sintomi dell’IBS. Il sistema nervoso intestinale è intimamente collegato al cervello, e questo legame può portare a un’iperattività intestinale in risposta a situazioni di stress o tensione emotiva.
  • Fattori Alimentari: Alcuni alimenti e bevande possono scatenare o peggiorare i sintomi dell’IBS. Ad esempio, cibi piccanti, latticini, alimenti ad alto contenuto di grassi o bevande gassate possono causare disagio intestinale. Alcuni individui con IBS possono anche avere sensibilità alimentari specifiche.
  • Alterazioni Fisiologiche: Cambiamenti nella motilità intestinale, l’equilibrio delle sostanze chimiche nel tratto gastrointestinale e la percezione del dolore possono contribuire ai sintomi dell’IBS. L’intestino può essere più sensibile a determinati stimoli, come il gas o la distensione.
  • Fattori Ormonali: Le fluttuazioni ormonali, in particolare negli ormoni legati al ciclo mestruale nelle donne, possono influenzare l’IBS. Alcune donne notano un peggioramento dei sintomi durante il periodo mestruale.

Tipologie di IBS

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) è una condizione complessa che può manifestarsi in diverse tipologie o sottotipi, ciascuno caratterizzato da particolari sintomi.

In base alle alterazioni dell’alvo intestinale, i criteri di ROMA IV classificano 4 tipi di Sindrome dell’intestino irritabile:

  • Con stitichezza (IBS-C): i pazienti possono avere difficoltà a evacuare e possono sperimentare feci dure e granulose
  • Con diarrea (IBS-D): i pazienti possono avere feci liquide o acquose, spesso accompagnate da una forte urgenza di evacuare
  • Misto (IBS-M): i pazienti sperimentano sia diarrea che stitichezza, ma senza una predominanza chiara di uno dei due sintomi
  • Non classificabili (IBS-U): pazienti rientranti nei criteri diagnostici della sindrome del colon irritabile ma le cui abitudini non rientrano in uno degli altri tre gruppi. I pazienti possono sperimentare una varietà di sintomi gastrointestinali, tra cui dolore addominale, gonfiore e variazioni nella frequenza delle evacuazioni.

Rimedi per la Sindrome dell’Intestino Irritabile

In caso di IBS con stitichezza si valuta la prescrizione di eventuali lassativi.

Al contrario, per IBS con diarrea i farmaci di elezione sono gli antidiarroici.

Il paziente con IBS-M, con alternanza di periodi di stitichezza e diarrea, sarà educato alla gestione della terapia secondo la fase in atto, la consistenza delle feci e la risposta clinica.

Se i farmaci classici non funzionano, il medico valuta la prescrizione di farmaci di seconda scelta, ovvero antidepressivi triciclici.

Infine gli antispastici e gli antidolorifici sono da consigliare al bisogno.

In particolare, uno studio recente ha dimostrato come l’assunzione di un principio attivo fisiologico, la Palmitoiletanolamide (PEA) sia in grado di ridurre in modo significativo la componente dolorosa addominale in pazienti con Sindrome dell’intestino irritabile.

Per saperne di più si consiglia la lettura dell’articolo: La PEA, rimedio fisiologico per la Sindrome dell’Intestino Irritabile.

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La dieta per IBS

In tutti i soggetti, la terapia farmacologica deve essere associata a sane abitudini di vita e alimentari. In generale, si suggerisce un’attività fisica regolare e adatta al soggetto, momenti di relax e una dieta completa, varia ed equilibrata.

Per i pazienti affetti da sindrome dell’intestino irritabile (IBS), è consigliabile limitare o evitare i cibi che possono scatenare o peggiorare i sintomi gastrointestinali.

Gli accorgimenti e i consigli alimentari da seguire in presenza d’intestino irritabile sono:

  • Bere almeno 1 litro e mezzo di liquidi al giorno, preferibilmente acqua, è essenziale per mantenere l’idratazione e favorire il corretto funzionamento dell’intestino
  • Limitare o evitare bevande o infusi contenenti caffeina, che può contribuire ad irritare l’intestino.
  • Limitare o evitare il consumo di alcool e bevande gassate
  • Prestare attenzione ai cibi a elevato contenuto di fibre: evitare le fibre insolubili come la crusca, la farina integrale e il riso integrale, che possono irritare ulteriormente l’intestino.